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Sanità, Arezzo 2020: salvaguardare il servizio sanitario pubblico, incrementare le risposte territoriali, riqualificare il San Donato

3 settembre 2020

L’andamento dei contagi del coronavirus lascia tutti preoccupati. Nel periodo più grave della pandemia i nostri servizi sanitari sono stati sottoposti a una drammatica crisi, superata grazie anche al sacrificio degli operatori. E’ ora di porre mano alla crescita e alla riorganizzazione di tutte le attività di tutela della salute nella nostra città. La sanità aretina, come quella nazionale, è a un bivio: le scelte di oggi ne condizioneranno il funzionamento nei prossimi anni.

“Arezzo 2020 per cambiare a sinistra” sottolinea ancora una volta tre linee principali di azione.

1- Salvaguardare il servizio sanitario pubblico.  Con una certa periodicità si susseguono notizie su accordi e incrementi di attività sanitarie trasferite dal pubblico al privato. Le ultime, apparse sulla stampa poche settimane fa, riguardano una quota di posti letto per le cosiddette cure intermedie, di primo e secondo livello, trasferita a due strutture private aretine. Si tratta di attività di cura e riabilitazione importanti perché riguardano pazienti che, usciti dalla fase di ricovero ospedaliero vero e proprio, hanno ancora bisogno di cure e assistenza prima di tornare al domicilio. Non si può accettare un progressivo passaggio alla gestione privata di importanti attività del servizio pubblico.

2 – Investire per incrementare e riorganizzare i servizi territoriali. Si tratta di rafforzare e riorganizzare un insieme di attività che vanno dalla prevenzione, alla medicina di base (medici di famiglia), all’assistenza domiciliare, alla riabilitazione, alla presa in carico dei pazienti affetti da patologie croniche e invalidanti. Occorre anche ripensare la distribuzione, la consistenza delle attività diagnostiche e le relative modalità di accesso, per affrontare il problema dei tempi di attesa, con progetti e finanziamenti specifici per la medicina territoriale che possano intercettare parte dei finanziamenti europei. Nei mesi scorsi si è parlato di “casa della salute”. Bene. Ma non può essere solo annunciata e soprattutto occorrerebbe un progetto pubblico e condiviso, perché la casa della salute è un modo nuovo di funzionare e di dare risposte da parte dei servizi del territorio e non semplicemente qualche ambulatorio in più.

3 – Riqualificare l’ospedale San Donato. Gli stessi operatori segnalano difficoltà, debolezze, carenze del nostro ospedale anche nell’ambito dell’intera ASL sudest. Il San Donato è una struttura specialistica di alto livello, deve avere un suo ruolo nell’ambito Asl e nell’ambito della provincia. La grande Asl, allontanando i punti decisionali dal territorio, non ne ha favorito la crescita. Ora si tratta di recuperare funzionalità, di adeguare le dotazioni di personale, di riorganizzare la struttura, di sviluppare la tecnologia, di valorizzare e far crescere le competenze e le professionalità. Quello che dovremmo evitare è affrontare separatamente e parzialmente i diversi ambiti dell’attività ospedaliera. Non abbiamo bisogno di alcune eccellenze in un contesto carente; abbiamo bisogno di un insieme efficace di attività, che dia complessivamente risposte di livello adeguato a tutta la popolazione.

Queste tre linee di azione sono tra loro interconnesse e dipendenti: l’una valorizza e sostiene l’altra. Prossimamente, anche in virtù delle decisioni dell’Unione Europea, saranno disponibili risorse economiche  finalizzate al miglioramento dei servizi sanitari. Per questo occorre la riapertura dell’ufficio di progettazione europea. L’Amministrazione comunale e l’ASL dovranno promuovere un progetto complessivo della sanità aretina nei prossimi anni riguardante  ospedale e territorio; è necessario riorganizzare ogni settore nell’ambito di un programma unitario e condiviso. In altre parole riteniamo urgente l’avvio della procedura per un Piano Sanitario Locale, condiviso da ASL e Comuni della zona.

Un medico esperto e qualificato come Luciano Ralli da Sindaco sarà la migliore garanzia che la salute sarà al centro delle fondamentali scelte per Arezzo.

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