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Basta morti sul lavoro

20 luglio 2020

Anche oggi in Italia tre operai, due a Roma ed uno ad Avellino, sono morti sul luogo di lavoro. E’ un inaccettabile stillicidio: non passa giorno che un lavoratore non subisca un grave infortunio o addirittura perda la vita solo perché lavorava. Nel 2019 i morti sono stati circa 1400, nel primo semestre 2020 i numeri non sono migliori. Ritmi incessanti, subappalti senza garanzie, ricatti verso chi non ha tutele, assenza di prevenzione, calo dei controlli sono le cause che producono gli incidenti spesso mortali. E c’è chi, a fronte di questa strage permanente, vorrebbe minori regole e più libertà di azione come se, in nome di un profitto che non conosce il bene supremo della vita, i lavoratori fossero oggetti usa e getta. 

Non si può e non si deve più piangere, serve e per davvero, una svolta: prevenzione strutturale, cultura della sicurezza, rafforzamento dei controlli, formazione dei lavoratori, premialità per chi garantisce la sicurezza. Vale per l’intero nostro Paese e vale anche per il livello locale che nel corso del tempo non si è sottratto a questa tragica piaga. Fatti salvi coloro che operano bene cui va il nostro riconoscimento, aziende ed enti preposti a prevenzione e controllo devono fare un salto di qualità e il nostro Comune deve essere in prima linea, sia per quanto di competenza che per quanto attiene in generale al territorio, nel praticare per se stesso e nell’esigere da tutti e in modo intransigente che la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro sia al centro di ogni attività lavorativa.

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