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A Cortona e ad Arezzo con la destra torna l’oscurantismo

13 gennaio 2020

“Immersi tutti, come siamo, in cambiamenti che non sappiamo padroneggiare e in una modernità talvolta spaesante, la destra lancia le sue fallaci àncore di salvataggio” è il commento del Comitato “Arezzo 2020, il tempo di cambiare” a due singolari eventi svoltisi a Cortona e ad Arezzo.

“A Cortona il Comune, espugnato recentemente dalla destra, prima patrocina l’evento di un guaritore spirituale, spacciatore di rimedi miracolosi, con tanto di presenza del Sindaco. Poi, accortosi del pasticcio, annulla l’adesione rimediando quella che in aretino si chiama figura cacina” è il primo affondo di Arezzo 2020. “Nel capoluogo il Comune ospita al Teatro Pietro Aretino un tal filosofo che mette in scena il miscuglio “Bibbiano più gender”, miscela da mal di stomaco ad uso spudoratamente propagandistico, un cosiddetto spettacolo accettato in fretta e furia e pagato a suon di migliaia di euro attinti, si dice, dalle casse dell’assessorato alle Pari opportunità di Arezzo, cioè pagato dai cittadini mica da qualche amministratore in cerca di notorietà” è la seconda stoccata di Arezzo 2020, che aggiunge “viste le critiche piovutegli addosso, gli organizzatori solitamente loquaci si sono rifugiati in un imbarazzante silenzio, giacché pacificamente infondata è la teoria sul gender e il caso Bibbiano, strumentalizzato politicamente, si sta smontando da solo”.

Il Comitato “Arezzo 2020, il tempo di cambiare” conclude quindi ironicamente: “Nella terza puntata ci aspettiamo che le due Giunte organizzino una seduta spiritica, da inserire nelle proposte per candidare Arezzo capitale della cultura. Purtroppo il futuro che la destra propone fa venire il torcicollo, con identità posticce e oscurantismo per imbambolare i cervelli. Cambiare prima che ci si ritrovi nel medioevo si può e si deve”. 

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