Per la sanità aretina priorità ai servizi del territorio

Per la sanità aretina priorità ai servizi del territorio

9 gennaio 2020

Negli ultimi giorni dell’anno ad Arezzo i tamburi hanno rullato sul tema della sanità, con lo scambio di battute tra il capogruppo del Pd in Consiglio Comunale Ralli e l’assessore Tanti. Oggetto: la costruzione di un nuovo ospedale. Botta e risposta tendenti a catturare il più possibile l’attenzione dell’opinione pubblica su di un argomento delicato e di forte impatto sulla vita dei cittadini come quello della salute. Sul tema interviene ora il Comitato “Arezzo 2020, il tempo di cambiare”.

Salute e servizio sanitario sono elementi sui quali si gioca la qualità della vita delle persone – scrive Arezzo 2020 – noi insistiamo per mantenere la discussione sulle priorità della sanità aretina dentro una riflessione più generale e più ponderata che guardi alle reali necessità della popolazione. Ovviamente ruolo e funzione dell’ospedale, perdipiù provinciale, sono fondamentali ed è importante sostenere la qualificazione e la crescita tecnologica e organizzativa del nostro San Donato. Tuttavia, riteniamo che oggi la grande priorità sulla quale discutere siano i cosiddetti servizi del territorio”.

Arezzo 2020 passa quindi ad analizzare la situazione. “In questi anni, in virtù del forte sviluppo della tecnologia, del miglioramento delle professionalità mediche e infermieristiche, ma anche a causa dei pesanti e ripetuti tagli delle risorse – sostiene Arezzo 2020 – si è spinto per rendere sempre più “efficiente” la struttura ospedaliera. Il risultato è una drastica diminuzione della durata dei ricoveri, cioè dimissioni veloci, e una forte riduzione dei posti letto. L’Italia è oggi uno dei Paesi europei con il più basso numero di posti letto ospedalieri per abitante (3,2 letti ogni 1000 abitanti, mentre la media UE è di 5,2). Ci si aspetterebbe, allora, l’esistenza di un forte servizio nel territorio in grado di prendersi adeguatamente cura dei cittadini. Non è così”.

E su questo punto Arezzo 2020 focalizza l’attenzione. “I servizi di prevenzione, cura e riabilitazione territoriali rappresentano, nei fatti, l’anello debole del servizio sanitario. Sono organizzati in modo disomogeneo, presenti a macchia di leopardo, non solo a livello nazionale, ma anche nell’ambito regionale toscano e addirittura in ambito della stessa Asl sud est. Tanto per citare un singolo aspetto, le Case della salute, che costituiscono la struttura fondamentale per una sanità territoriale capace di prendersi carico dei problemi di salute di ognuno, sono scarsamente diffuse e assai carenti in città”.

La situazione è paradossale, prosegue Arezzo 2020. “L’invecchiamento della popolazione e altre cause provocano la progressiva insorgenza di patologie invalidanti e bisognose di cure domiciliari; l’ospedale, sempre più tecnologico ed efficiente, ricovera e dimette con tempi brevi i pazienti; le persone, a loro volta, non trovano risposte adeguate e servizi efficaci di cura e assistenza nel territorio. Tutto ciò ha conseguenze sulla salute in termini di scarsa prevenzione, difficoltà ad accedere a cure e prestazioni appropriate, spese crescenti per il ricorso a servizi privati, fatiche incredibili per le famiglie nella ricerca di soluzioni attraverso percorsi burocratici complicati. In sostanza, sofferenze aggiuntive a quelle della malattia”.

Per Arezzo 2020 “la priorità, anche in termini di investimento di risorse, è affrontare questa contraddizione e costruire una forte rete di servizi territoriali che faccia sentire i cittadini e le famiglie tutelati per tutti gli aspetti della salute, che li supporti in caso di invalidità o cronicità, che faciliti l’accesso alle strutture diagnostiche e di ricovero, che assista a domicilio, che dia continuità assistenziale in caso di dimissioni dall’ospedale, che aiuti a superare eventuali condizioni di dipendenze ed altro ancora. Da tutto ciò – conclude Arezzo 2020, il tempo di cambiare – dipende in buona parte l’efficacia del Servizio Sanitario rispetto alle moderne patologie e al bisogno di salute della popolazione”.